L'abuso di alcol è dannoso per la salute, da consumare con moderazione.
Set: Cépage Pinot Noir
Altra sorpresa per chi scopre la storia vitivinicola del Centre-Loire: il Pinot Noir non è un nuovo arrivato che approfitta della notorietà del Sauvignon. È persino il contrario. I monaci nei dintorni di Sancerre lo coltivano fin dagli XI-XII secolo e, per secoli, sono stati i suoi vini rossi a fare la reputazione locale, al punto che nel XIX secolo lo stesso Balzac rende omaggio ai «generosi vini » di Sancerre.
Poi arriva la fillossera, alla fine del XIX secolo, che devasta il vigneto. Contro ogni aspettativa, è il Sauvignon blanc a riprendersi più rapidamente con la ripiantagione, essendo più facile da innestare su portinnesti americani, relegando il Pinot Noir in secondo piano. Il cambiamento è così netto che nel 1936, quando Sancerre ottiene la sua AOC, questa riguarda solo i bianchi. Bisognerà attendere 1959 perché i rossi e i rosati di Pinot Noir vengano finalmente reintegrati ufficialmente nell'appellation.
Per molto tempo, il Pinot Noir di Sancerre ha sofferto di una reputazione di vino leggero e senza pretese: per timore delle piogge e della marcescenza a fine stagione, veniva sistematicamente vendemmiato prima del Sauvignon, spesso non ancora a piena maturazione. Risultato: rossi pallidi, facili, piuttosto pensati per l'aperitivo che per la riflessione.
Da circa vent'anni a questa parte, le carte sono cambiate. I vignaioli ambiziosi vendemmiano ormai il Pinot Noir dopo il Sauvignon anziché prima, e lo esprimono con una serietà nuova. Sui terreni di selce, dà vini potenti, strutturati, con una mineralità tesa che ricorda alcuni Borgogna; sulle caillottes calcaree, acquista freschezza e setosità. Il movimento supera Sancerre: a Menetou-Salon, a Reuilly, o nel piccolissimo vigneto dei Coteaux du Giennois, il Pinot Noir ligérien affina poco a poco il suo stile, tra frutta croccante e freschezza ligérien, mai nell'imitazione della Borgogna ma nell'affermazione di un'identità propria.
Un vitigno che regnava prima ancora dell'esistenza del Sauvignon in Loire, eclissato per un secolo, e che oggi ritrova, discretamente ma sicuramente, le sue lettere di nobiltà.
Ecco sei bottiglie della nostra selezione per restituire al Pinot Noir ligérien gli onori che merita:
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